Grande successo per la 7° edizione di Striano Canta il Natale

Quattro corali campane, 150 coristi hanno partecipato alla 7° rassegna “Striano canta il Natale”, l’iniziativa ideata da Raffaele Massa e promossa ogni anno dall’associazione Severiniana e dal Coro Severiniano.

Da Sarno (Sa) è giunta la corale Laetamini in Domino diretta dal M° Celestino Pio Caiazza, da Angri (Sa) gli amici della corale Sant’Alfonso Maria Fusco diretti dal M° Giuseppe Aversa, da Monte di Procida (Na) la corale Flegrea diretta dalla M° Virginia Cimmino, da Pago di Lauro (Av) la corale Le voci amiche diretta dalla M° Rosalba Stramaglia.

I padroni di casa, il coro Severiniano, hanno aperto l’evento in una forma tutta nuova: una preghiera al Signore in attesa della Parusìa che si è conclusa con “Per un milione” presentata a Sanremo dai Boomdabash, suscitando la reazione sorpresa del pubblico che mai si sarebbe aspettato una canzone del genere in questo concerto.

Per l’occasione sono stati poi consegnati dei ricordi alle personalità vicine alla realtà associativa, in particolare alla maestra Pina Caruso, donna di fede saggia e attenta, in memoria dei suoi figli Felice e Tiziana Caruso.

A concludere la manifestazione il ricco buffet offerto a tutti i partecipanti, i ringraziamenti del presidente Rosalia Storelli e gli interventi del parroco e del sindaco di Striano.

Il monologo – preghiera di apertura

E gli uomini vollero piuttosto le tenebre che la luce (Gv 3,19)

Eccomi qui, Signore, eccoci qui.
Siamo venuti qui per adorarti.
Tu che sei Dio, quel Dio incommensurabile, stratosferico, ineffabile, sei diventato carne, diventato uomo. Il solo pensiero di tutto questo mi da i brividi. Che grande mistero!

Un Dio che si abbassa a vivere l’umanità di ciascuno di noi. Che grande umiliazione! No, ma che dico, che grande lezione: una lezione di umiltà.

Scendi dalle stelle, dal piedistallo alla stalla per ciascuno di noi.

Tu sei l’unico uomo ad aver voluto la luce piuttosto che le tenebre.
Tu sei Cristo, quel dio in carne e ossa, nato per morire, nato per risorgere, un uomo di Luce insomma.

Tu sei quella luce che spesso non riusciamo a cogliere tra le tenebre della nostra esistenza, tenebre che scegliamo di vivere ogni giorno con le nostre azioni meschine.

Altro che lezione di umiltà. Ci insegni a fare come tu hai fatto, ci insegni a porgere l’altra guancia, a scendere dai piedistalli, a scendere dai troni di potere che spesso diventano arroganti, presuntuosi e irrispettosi dei fratelli più piccoli, disagiati o che magari vivono una condizione economica, sociale e culturale diversa e forse non facile.

Oh, che parola che ho usato: l’altro. Ma chi è l’altro? L’altro sei tu, mio Signore, l’altro non sono io, sei tu. Tu vieni prima di tutto: Cristo prima di tutto ed è Cristo che porto nel mio cuore. L’altro non sono io ma sono i miei fratelli più piccoli e in loro, Signore, vedo il tuo volto. L’altro non sono io ma sono tutti loro. L’altro è ogni volto alle mie spalle radiato dal sorriso, ogni volto bagnato da una lacrima, ogni volto asciugato dalla mano di un fratello. L’altro non sono io, sei tu. E se l’altro sei tu, loro sono te. Non io prima di tutto, ma l’altro prima di tutto, loro prima di tutto, tu prima di tutto.

Tu, Cristo sei sostanza, non sei forma. Perdona quando qualcuno pensa alle cose materiali e all’esteriorità ma lascia da parte te che sei sostanza di tutte le cose. Diventa difficile, molto spesso, riconoscerti in tutta questa finta parata che regna sovrana in chiesa come in piazza.

Tu Cristo sei da amare, non da usare. Perdona quando qualcuno pensa di accaparrare i ruoli degli altri esclusivamente per rincorrere pacchi non fatti di alimenti, ma pacchi di interessi personali, soprattutto quelli che rigonfiano i portafogli dei malfattori, mettendo a repentaglio l’efficacia, talvolta, di mezzi di assistenza per tante persone povere, sole e che vivono i tanti disagi di questi giorni.

Tu Cristo sei da incensare, non da usarti per incensare gli altri. Perdona quando qualcuno usa te o il tuo potere per adulare persone da cui si spera di ottenere benefici. Giunga solo a te la nostra adorazione e la nostra venerazione.

Tu Cristo sei da ascoltare, non da sentire. Perdona quanti pur sentendo la tua Parola non la mettono in pratica perché accecati dai peccati di questo secolo: dall’invidia, dall’avidità, dalla superbia, dall’arroganza.

Tu Cristo sei da pregare, non solo da lodare. Ti preghiamo perché possa sempre più illuminare le menti. Luce dona alle menti, pace infondi nei cuor. Stiamo ancora aspettando mio Signore. Questa città è illuminata, ma di una luce artificiale. La vera luce sei tu. E noi ti aspettiamo.

Tu Cristo, sei da aspettare. Noi annunciamo la tua morte, proclamiamo la tua resurrezione nell’attesa della tua venuta. E noi rimaniamo qui, vegliando ti aspettiamo, con le lampade e vestiti a festa. Presto arriverai e sarà giorno.

Ti aspettiamo come le mogli dei soldati aspettano i mariti, come i lidi aspettano l’estate, come i signori con il cartello in aeroporto.

Ti aspettiamo prima di metterci in posa per scattare una fotografia perché sappiamo che insieme a te viene meglio.

Ti aspettiamo anche se intralci il traffico perché noi ci accorgiamo che, nell’altra macchina in fermata con le quattro frecce ci sei tu, nessun altro.

Noi ti aspettiamo senza suonare il clacson, senza sbraitare dall’auto, aspettiamo che tu scenda perché solo tu, mio Signore, puoi illuminare il tratto di strada che ancora abbiamo da fare.

Ti aspettiamo perché, quando tornerai, sarà il tempo di tirare le somme, di fare i conti. Tornerai e ci sarà misericordia, una misericordia che non è scontata. Bisognerà fare i conti anche con la giustizia e la tua sappiamo non essere come la giustizia terrena.

Noi, mentre ti aspettiamo, cosa vuoi che facciamo?
Io un’idea ce l’ho: rimaniamo qui a fare la tua volontà, sempre. Sia fatta la tua volontà.

Perché fare la tua volontà mentre ti aspettiamo? Perché non c’è niente al mondo migliore di te.

Ed allora, ti aspetteremo
Perché sei tu che porti la luce, perché sei tu che porti il sole
E non c’è niente al mondo migliore di te
Nemmeno vincere un milione.

Raffaele Massa

Il video dell’apertura del Coro Severiniano

Le foto dell’evento

I ringraziamenti del presidente

La settima rassegna – concerto Striano canta il Natale, organizzata come sempre dall’Associazione Severiniana, alla luce della carità.

Approfitto dei social per continuare il discorso lasciato a metà (è pur vero che alcune corali avevano oltre un’ora di viaggio per tornare a casa), ad ogni modo e perdonatemi se mi ripeto, ringrazio il sindaco, il presidente del consiglio comunale e l’amministrazione per la presenza e il patrocinio morale, ringrazio la città metropolitana di Napoli sempre per il patrocinio morale e il distretto turistico Pompei, Monti Lattari e Valle del Sarno anch’esso per il patrocinio morale.

Ringrazio tutti gli imprenditori e gli esercenti che rispondono come sempre in maniera generosa ai nostri progetti. Ringrazio quanti ci sostengono anche solo con un sorriso perché spesso la fatica di voler far bene le cose ci stanca e magari ci fa perdere di vista l’obiettivo finale.

Ringrazio coloro che illuminano il nostro cammino con il loro esempio di vita. Ringrazio Padre Michele che come sempre mette a disposizione i locali e ringrazio don Marco al quale credo abbiamo fatto una bella sorpresa.

Ringrazio in ordine Massimo, Camillo, Chiaretta, Michelino, Annachiara, Emanuele, Nello e Gabriel che hanno realizzato un mio sogno, un piccolo presepe vivente.

Ma permettetemi di ringraziare uno ad uno i miei cari corini piccoli o grandi che siano.

Dietro tutto ciò che avete visto e ascoltato ci sono ore ed ore di prove, pianti e sorrisi, dolori e stanchezza, grida, nervosismo per la paura di non riuscire e lavoro e lavoro e lavoro. Ma alla fine ci sono sempre delle gioie.

Il ricavato va alla Parrocchia, alla Caritas, e ad un’associazione che si occupa di ricerca, che permetterà a due nostri corini affetti da una malattia genetica rara, di entrare entro il 2020 a far parte di un protocollo di ricerca.

Ringrazio il Signore che è sempre al nostro fianco, nella nostra mente e nel nostro cuore.

Striano canta il Natale per noi è sempre.

Grazie a tutti.

Il presidente
Rosalia Storelli